L’illusione della separazione secondo il modello quantistico

“Quegli alberi sono i tuoi polmoni. La Terra ricicla come il tuo corpo. I fiumi riciclano come la tua circolazione. L’aria è il tuo respiro. Allora cos’è l’ambiente che chiamiamo tale?” – Deepak Chopra da Physical Healing, Emotional Well Being

Un nuovo paradigma sta emergendo oltre i detriti del modello riduzionista. Questo nuovo paradigma dissolve l’illusione della separazione tra tutto e tutti. Nella ricerca di sempre piu’ piccole parti di materia, è diventato chiaro ad alcuni che forse non c’è una unità finale in attesa di essere scoperta, piuttosto c’è una fondamentale unità del tutto e al tutto.

Il fisico David Bohm, il cui lavoro è descritto da libro di Michael Talbot   the Holographic Universe, chiama l’unità fondamentale alla fine di tutta la materia: l’ordine sotteso.

Una famosa metafora dell’universo in questa nuova visione, è quella dell’ologramma che proietta sottoforma di materia, luce, energia etc, ciò di cui facciamo esperienza. Una proprietà importante dell’ologramma è che l’informazione che è contenuta ovunque, è contenuta in ogni unità/parte.

Per esempio se tagliate un pezzo di una pellicola olografica che contiene la figura di una mela a metà, entrambe le metà della pellicola continueranno a proiettare l’intera mela! (Questo è vero solo nel caso in cui l’ologramma sia prodotto facendo passare un laser su una pellicola olografica e non invece per i tipi di immagini ad ologramma e per gli adesivi simili a quelli sulle carte di credito)

“La non-località” ( o non-spazialità) è il fenomeno nella fisica quantistica che è a supporto di questa visione. In breve, 2 quanti (fotoni, elettroni etc) possono diventare “entangled”, ovvero possono influenzarsi a vicenda persino lungo grandi distanze.

I fisici sono impazziti davanti a questo fatto, perché sembrava che queste particelle comunicassero più velocemente della velocità della luce. Questo ha portato alla nozione che ad un certo livello, questi “quanti” possano esistere senza località, ecco perché non serve la “velocità”.

Dato che tutto ciò contraddice la nostra esperienza e il modo in cui ci hanno insegnato a vedere le cose, può essere un po’ destabilizzante pensare che da qualche parte, in una non-località, le particelle comunichino tra loro.

Tra i sostenitori della fisica quantistica, c’è Deepak Chopra, che evidenzia le similitudini tra i fenomeni della fisica quantistica e quelli della biologia. Si puo’ dire che le cellule nel corpo fanno la stessa cosa: comunicano ad un livello non-locale.

Cos’è questo livello di “non-località” in te e nell’universo?   

Beh… si tratta di coscienza. Il tuo senso del sé e della continuità dell’esperienza, non è contenuto in nessuna parte nel tuo cervello o nel tuo corpo, non è contenuto in nessun modo fisicamente. Le cellule del tuo corpo muoiono e tutto il materiale che compone il te-stesso-fisico, viene sostituito continuamente durante la vita. E’ la coscienza che rimane e che ti fa avere questa esperienza. 

Cio’ che sta diventando chiaro è che cio’ di cui facciamo esperienza come qualcosa di separato, è in realtà una illusione. Dal momento che non c’è una fondamentale unità, l’idea che siamo in qualche modo separati dall’ambiente esterno comincia a scemare.

La terra in cui vivi, è te stesso. Tu sei la terra e tutto cio’ che in essa esiste. Tu sei l’universo. Tutto cio’ che serve per formare un universo è dentro di noi.

Ricordati: la coscienza non ha confini, gli unici limiti alla tua coscienza, sono quelli della tua immaginazione.

FONTE

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