Bisogno di approvazione: le strategie per eliminarlo

Al fine di ridurre fino a eliminare il tuo comportamento impostato sulla ricerca d’approvazione, è necessario che tu prenda contatto con quelle ricompense nevrotiche che ti derivano dal persistere nel tuo comportamento. Prima ancora di farti venire pensieri che ti valorizzino, nel momento in cui incorri in una disapprovazione (la qual cosa sarebbe la strategia più efficace), potresti lavorare su alcuni campi specifici che elenco qui di seguito:

  • Reagisci in modo nuovo alle disapprovazioni, con frasi che incomincino con tu. Se, ad esempio, ti accorgi che tuo padre non è d’accordo con te, e che addirittura si sta scaldando, anziché metterti sulla difensiva, reagisci con: “Tu ti stai arrabbiando e credi che non dovrei pensarla così”. Ciò farà sì che tu non perda di vista il fatto che la disapprovazione è affar suo, non tuo. La strategia del “tu” può essere impiegata in qualsiasi circostanza, e con risultati straordinari, se se ne conosce la tecnica. Dovrai combattere la tentazione di cominciare con un “io” e metterti automaticamente nella posizione di chi si difende o di chi modifica il proprio punto di vista pur di farsi accettare.
  • Se senti che una persona tenta di manipolarti trattenendo la propria approvazione, manifestalo. Invece di attenuare il tuo punto di vista pur di mietere un po’ di approvazione, puoi dire a voce alta: “In generale, pur di piacerle cambierei posizione, ma credo veramente in ciò che ho detto, e che lei la prenda male o bene è affar suo.”. Oppure: “immagino che le piacerebbe che io cambiassi quello che ho appena detto.”. La presa di contatto col tuo modo di agire o di pensare sarò facilitata da reazioni simili.
  • Puoi ringraziare la persona che ti fornisce elementi utili alla tua crescita, anche se la cosa non ti aggrada. L’atto di ringraziare pone fine ad ogni richiesta di approvazione. Tuo marito, ad esempio, ti dice che ti comporti da persona timida e nervosa, e che ciò non gli piace. Anziché tentare di fargli piacere, ringrazialo semplicemente di avertelo detto. Avrai finito di cercare approvazione.
  • Potresti attivamente ricercare la disapprovazione e lavorare su te stesso al fine di non adirarti. Scegli una persona che non può non essere in disaccordo con te e, sfidandone apertamente la disapprovazione, mantieni con calma la tua posizione. Ti sentirai meglio per il fatto di non irritarti e di non dover modificare il tuo punto di vista. Ti dirai che te l’aspettavi, questa contrarietà, e che va bene, ognuno può pensarla come vuole, la cosa non ti tocca. Se invece di evitare le disapprovazioni te le vai a cercare, metterai insieme tutto un tuo repertorio di comportamenti che ti permetterò di far fronte a esse efficacemente. […]
  • Quando vieni disapprovato, poniti questa importante domanda: “Sarei in condizioni migliori se fossero d’accordo con me?”. La risposta è, ovviamente, negativa. Qualsiasi cosa gli altri pensino, essa non può avere alcun effetto su di te, a meno che tu non consenta. E’ inoltre, quanto mai probabile che tu scopra di piacere di più alle persone che contano per te quando puoi dissentire da loro con tutta tranquillità.
  • Accetta il semplice fatto che molti non ti capiranno mai, e che va bene così. Del resto, tu non capirai molte delle persone che ti sono vicine. Non sei tenuto. Va bene, che siano diverse – e la cosa più fondamentale che puoi capire è che non le comprendi. […]
  • Potresti rifiutarti di discutere e di tentare di convincere l’interlocutore della giustezza della tua posizione, credendovi tu, semplicemente.
  • Fidarti di te stesso nell’acquisto di indumenti e di altre cose personali, senza interpellare qualcuno della cui opinione hai un concetto più alto della tua.
  • Smetterla di verificare i fatti tuoi chiamando in causa gli altri con frasi come “Vero, no?” oppure “Lo chieda a Marta glielo dirà pure lei”.
  • Correggerti a voce alta ogni volta che agisci in modo da cercare approvazione, prendendo così consapevolezza di tale tendenza e attuando un diverso modo di comportarti.
  • Cercare di eliminare le varie scuse che porgi, anche quando non sei veramente spiacente di ciò che hai detto. Le scuse sono pretesti per farsi perdonare, e le ricerche di perdono sono richieste di approvazione sotto forma di “So che non ti piacerei più se io pensassi veramente quello che ho detto. Allora, ti prego, dimmi che ti piaccio ancora.”. Scusarsi è tempo sprecato. Se hai bisogno che uno ti perdoni per poterti sentire meglio, gli dai il controllo dei tuoi stati d’animo. Se, da una parte, puoi decidere di non comportarti più in un certo modo, e riconoscere che non era quello il modo di fare, dall’altra il chiedere scusa per sistema è una debolezza che trasferisce all’altro il dominio sui tuoi stati d’animo. […]
  • La prossima volta che ti trovi in società potresti osservare quante volte vieni interrotto più dagli altri e se accondiscendi sempre quando parli con uno del gruppo. Può darsi che la tua ricerca di approvazione assuma la forma della timidezza. Potresti allontanarti dalle strategie per parlare senza venire interrotto, rimarcando le interruzioni e reagendovi ogni volta.
  • Considerare quante possono essere le tue frasi dichiarative rispetto alle interrogative. Fai domande, chiedi permessi e approvazioni? Quanto spesso, rispetto alle volta in cui esponi il tuo pensiero? La frase, per esempio, “Bella giornata, vero?” lascia all’altro la possibilità di stabilire se sia bella o meno e ti mette nella posizione di chi ricerca un accordo. Un semplice “Bella giornata!” dichiara qualcosa, non chiede replica. Se interpelli sempre gli altri, vai in cerca di approvazione e sebbene queste sembrino cose di poco conto, esse riflettono la tua mancanza di fiducia nella tua capacità di assumere responsabilità.

Questi sono i primi passi per eliminare il bisogno di approvazione. Se anche non te ne sbarazzerai del tutto, quanto meno otterrai di non rimanere immobilizzato per il solo fatto di non ricevere le blandizie che ardentemente desideri. Gli applausi fanno piacere, deliziosa è l’approvazione. Se non li otterrai, sarai almeno immune dal dispiacere. […] Potrai giurare, fino a farti diventare arancione la faccia, che sai affrontare lo sfavore e che non hai intenzione di chiedere tributi ad alcuno; ma finché non ti troverai in una disputa, non potrai dire se hai fatto veramente progressi. Se tu riuscissi a eliminare dalla tua vita questa penosa soggezione psicologica, tutto il resto ti sembrerebbe più facile, perché sei stato condizionato ad aver bisogno di essere approvato fin dal tuo primo respiro su questa terra. Ciò richiederà molta pratica, ma vale la pena di compiere anche il più piccolo sforzo. L’immunità della disperazione di fronte alla disapprovazione è il biglietto d’ingresso a una vita di libertà personale fruita nel presente.

Dr. Wayne W. Dyer – “Le vostre zone erronee. Guida all’indipendenza dello spirito.” – 1976. 

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