Perché proviamo così tanto risentimento?

Il risentimento si manifesta quando non date abbastanza a voi stessi. Vale a dire, date troppo di voi agli altri, fino a sentirvi vuoti, sfruttati, maltrattati e così via. Il risentimento non viene classificato come un sentimento vero e proprio. Si tratta piuttosto di un sentimento, probabilmente rabbia o tristezza, che è stato razionalizzato, organizzato logicamente dal “computer del cervello” in quello che viene definito risentimento. E’ più facile affrontare il risentimento se si va dritti alla fonte, cioè ai sentimenti che nasconde. 

Esso si manifesta quando fate un dono non autentico, un dono legato a certe condizioni; ad esempio se regalate una certa cosa, il vostro tempo, le vostre energie o magari un oggetto reale che non volete donare o che donate per un certo scopo. Date quella cosa per ottenere qualcosa in cambio e lo scopo del dare è il ritorno, aspettate che il regalo vi porti un compenso e, se non arriva, provate risentimento. Vi arrabbiate per aver fatto quel certo dono e ve la prendete con l destinatario che non ha risposto come doveva, che non ha soddisfatto le vostre aspettative, e provate risentimento. Vorreste riprendervi il dono.

Il risentimento viene a galla quando non vi prendete cura di voi. Se soddisfate i vostri bisogni, questo non accadrà. Prima di fare un regalo a qualcuno, fatelo a voi stessi. Abbiate cura innanzitutto dei vostri bisogni e così i vostri doni saranno “puri”.

Il rancore è probabilmente la sensazione più dannosa, dopo il senso di colpa. Esso può essere considerato come il cancro dello spirito. E’ quasi impossibile amare o voler stare vicino a una persona che nutre rancore, la quale non sa riconoscere le sue responsabilità. Rancore significa aspettarsi che chi vi sta di fronte conosca i vostri bisogni, agisca sulla base di questi, si prenda cura di voi. Quando gli altri non lo fanno, quando non possono farlo, ecco che emerge il rancore ad attribuire colpe a fattori esterni.

Pensate al rancore come ad una forma di dipendenza. Tutto ciò che siete e tutto ciò di cui avete bisogno viene fatto dipendere da fattori esterni. Non siete più responsabili di ciò che provate, lo è qualcun altro. Siete diventati dei martiri in quanto date e date agli altri e nessuno vi ripaga. Questa dipendenza vi induce a pensare che qualcosa di esterno a voi sistemi le cose; vi porta a giustificare la rabbia che provate se la soluzione si fa aspettare; ancora, vi fa ritenere giusto incolpare il mondo esterno per i vostri problemi. Una dipendenza di questo tipo è una vera manifestazione di egocentrismo. 

Quando vi abbandonate al rancore agite come se se foste vittima di una dipendenza: rifiutate di considerarvi responsabili dei vostri comportamenti. I doni che fate agli altri costano troppo, sono frutto di una manipolazione e richiedono la restituzione di un dono ancora maggiore.

Se provate risentimento, cominciate a cambiare concentrandovi su ciò di cui avete bisogno anziché su ciò che date. Prendetevi cura dei vostri bisogni.

Cercate di smettere di abbandonarvi alla rabbia perchè gli altri non sanno che cosa vi serve oppure perchè non ve lo danno. Smettete di prendervi cura degli altri. Smettete di essere codipendenti. Cercate aiuto. Pensate a questo vostro rancore come ad un cancro. Oggi è possibile curare molte forme di cancro: il vostro rancore può essere curato. Chi sceglierebbe di tenersi un cancro se potesse liberarsene? Siate pronti a fare tutto ciò che occorre per liberarvi di questi sentimenti negativi. Dovete sperimentare nuovi comportamenti e dovrete prendervi cura di voi. Lo fareste se aveste un tumore; fatelo per liberarvi del rancore che vi corrode l’animo e vi impedisce di avere Autostima.

Ne avete veramente bisogno? 

Tratto da: Analizza Te Stesso – Susanna McMahon – Ed. TEA

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