L’origine della superstizione del Venerdì 13

Come moltissime usanze e superstizioni odierne, anche quella del venerdì 13 sfortunato affonda le sue radici nell’usurpazione e demonizzazione degli usi e costumi pagani da parte della Chiesa.

Secondo la scrittrice Laura Rangoni, nel suo libro “Gli Animali Magici, risalirebbe addirittura al culto pagano della dea Freya.

Freya, secondo alcuni cronisti nordici del medioevo, era una principessa dei Vani, popolo esperto di magia che abitava nel nord del Mar Nero, presso la foce del Don, l’antico Tanais. Da lì, sul finire dell’ Impero Romano, questa stirpe sarebbe migrata nel nord dell’Europa. Dalla bella regina e maga Freya, sarebbero discese le “Streghe”, donne esperte nell’arte pitica, capaci di modificare il tempo atmosferico e di volare. Il culto di Freya si accompagnò sempre a quello dei gatti che le sue devote consideravano maestri e tramiti nella ricerca dei segreti nelle notti di luna. Il culto di Freya causò la decimazione dei gatti tedeschi nel XV secolo. Papa Innocenzo VIII considerò pagano questo culto e migliaia di devote della dea, accusate di stregoneria, bruciarono sui roghi e anche molti dei loro gatti perirono tra le fiamme. La condanna papale è probabilmente all’origine della superstizione secondo la quale il Venerdì 13 porta sfortuna, poiché il giorno dedicato a Freya era il venerdì e il 13 era il suo numero sacro.

Fonte: Laura Rangoni, “Gli Animali Magici” Ed. Xenia Tascabili, 2005

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